UN PAESE SOTTO SCACCO

editoriale

Quando una persona non è libera di fare tutte le azioni che vuole perché un’ altra ha condizionato i suoi movimenti, limitando la sua libertà di azione, quando un comune cittadino ha paura di uscire di casa per non trovarsi al ritorno la propria abitazione saccheggiata, quando un commerciante teme che notte tempo il suo negozio venga fatto oggetto di continue infrazioni a vetrate, serrature e saracinesche, ecco tutto questo dà il significato al nostro titolo, che potrà apparire eccessivo ai più, ma non sicuramente a tutti coloro che in queste settimane hanno subito furti che a carattere generale stanno mettendo a serio rischio la sicurezza pubblica soprattutto nel centro storico.
Non stiamo qui a riportare tutte le infrazioni commesse in queste settimane perché l’elenco sarebbe troppo lungo e non ce ne vogliano le forze dell’ordine per la quale pur manifestandone ammirazione e rispetto per il lavoro che giornalmente svolgono, adesso tutti chiedono loro di arrestare quest’ondata di delinquenza, di fare qualcosa di più, di garantire quella sicurezza che è un diritto di ogni cittadino.
La legge in tal senso è fin troppo garantista con questi piccoli delinquenti, che spesso dopo una notte in cella si ritrovano nuovamente a turbare le nostre notti, come se nulla fosse, prendendosi gioco anche dei tutori della legge che spesso si trovano con le mani legate.
Alla delinquenza locale si è unita quella “extra-comunitaria” e “rumena”, riassunti in una forza che vaga per le vie del paese aspettando il momento opportuno per colpire indisturbata.
In un paese visceralmente legato storicamente al regime mafioso, allora tornano in mente quelle frasi da bar del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” cioè quando i boss locali garantivano un certo rispetto della quiete pubblica.
E’ questo che dobbiamo augurarci ?
E’ questo quello sperare per il futuro dei nostri figli ?
Continuiamo a credere che un minimo di legalità possa essere ristabilita, senza sottrarsi alle proprie responsabilità.

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http://issuu.com/giuseppescavo/docs/il_carinese_n__33

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