Nel mondo del calcio giocato, le regole base del calcio sono 18 e sono da applicarsi a tutti i livelli, anche se sono consentite alcune modifiche per juniores, seniores, le donne e i portatori di handicap; ma nessuna regola dice, cosa rappresenti “il gruppo”. Dai primissimi anni di vita, d’istinto, i bambini iniziano a tirare calci ad un pallone e a correre dietro una palla. La maggior parte di loro poi, quando inizia a crescere, sogna di diventare come Totti, Del Piero o Ronaldinho, insomma, come il campione della loro squadra del cuore. Da subito iniziano le partite con gli amici sotto il cortile di casa per puro divertimento, ma da un semplice passatempo, il calcio può trasformarsi per qualcuno in un vero e proprio sport, da prendere “seriamente”, con le sue regole e i suoi principi. Ognuno impara a mettere a disposizione del gruppo le sue doti per raggiungere un obiettivo comune, obiettivo che richiede anche un comportamento corretto e senso di responsabilità. Sono proprio questi i principi che hanno animato la spedizione carinese della locale Scuola Calcio dell’A.S.D Carini in quel di Scalea, dove ogni anno viene organizzato un torneo giovanile che vede la partecipazione di oltre 50 formazioni provenienti da tutta Italia. La partecipazione al “Cedrotto d’Oro” ha rappresentato un modo per conoscere posti nuovi e fare nuove amicizie, un momento di grande aggregazione e di crescita sia a livello sportivo che mentale. Il calcio è uno sport di gruppo e non individuale e in campo ogni compagno deve aiutare e sostenere il proprio compagno incitandolo ad andare avanti se lo si vede in difficoltà, avendo nello stesso tempo rispetto per l’avversario e facendosi rispettare. In questi 5 giorni passati a stretto contatto sia con i propri compagni che con i mister e i dirigenti, i ragazzi hanno imparato a rispettare lo staff e i compagni, la serietà nell’affrontare le gare e soprattutto la consapevolezza di saper badare a se stessi senza invocare la presenza dei genitori. Oltre ai tanti momenti ludici extra sportivi, il momento che forse più rimane impresso di questo evento, è forse il ritorno; dopo aver percorso 500 km, nell’istante in cui l’autobus si accinge a fermarsi nello stesso posto da cui era partito pochi giorni prima, genitori amici e parenti lì trepidanti aspettano i propri figli, con l’incertezza del risultato sportivo, ma sicuri che lo sport rappresenti un momento importante nella loro crescita, anche quando si è sconfitti, perché sbagliare è sempre possibile, ciò che conta è l’impegno, è la coscienza di aver dato il massimo. Per la cronaca, i ragazzi della Categoria Esordienti sono stati eliminati in semifinale, mentre la squadra vincitrice è stata il Sant’Onofrio (peraltro sconfitti dal Carini nel girone eliminatorio) L’appuntamento è al prossimo anno con nuovi luoghi e nuove esperienze!
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