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KELLER: ULTIMA FERMATA. UN'ALTRA AZIENDA IN FUGA DA CARINI
 
Non sembra trovare pace il mondo del lavoro, dove aziende storicamente radicate nel nostro territorio stanno via via smobilitando gli stabilimenti carinesi.
Dopo l’ITALTEL, sembra essere arrivata l’ora della KELLER, l’azienda che produce materiale rotabile, che ha deciso di dismettere il sito di contrada Olivella-Pastone.
Il 26 ottobre scade la cassa integrazione per i 204 lavoratori e il disinteresse con la quale i vertici dell’azienda hanno disertato l'audizione in Commissione Attività produttive dell'Assemblea regionale siciliana, non lascia intendere prospettive rosee.
L’emoraggia aperta ormai da anni nella provincia di Palermo, con la fuga di grande aziende, a scala sta determinando una crisi occupazionale senza pari, eppure la KELLER Elettromeccanica Spa non è proprio in crisi, infatti il piano industriale per il quadriennio 2010-2013 presentato recentemente presso il Ministero dello Sviluppo Economico, fonda le sue basi su un portafoglio commesse valorizzabile in circa 70 milioni di euro, cui si sommeranno ulteriori 25 milioni di euro circa per contratti in corso di acquisizione. Il volume di ordini in portafoglio, la situazione economico-finanziaria del gruppo e le condizioni di mercato sono tali da imporre però un piano di ristrutturazione che, accanto agli enormi sforzi che l’azienda si impone per il proprio rilancio, comporta inevitabilmente anche pesanti sacrifici.
Il SACRIFICIO è lo stabilimento di Carini. Una decisione inevitabile, dato che il volume di ordini è sufficiente ad alimentare, nel quadriennio di riferimento del piano, un solo stabilimento Keller.
Relativamente al sito siciliano, la Società ha dichiarato di essere disponibile a favorire in tutti i modi possibili la reindustrializzazione da parte di terzi imprenditori del comparto di Carini, anche attraverso operazioni di riconversione e diversificazione produttiva.
Il piano comporta quindi la concentrazione delle produzioni in Sardegna, con una significativa riorganizzazione industriale e di tutti gli staff del sito sardo di Villacidro, dove il ripristino della piena occupazione è previsto per l’inizio del 2011.
Per i 204 lavoratori, di cui tanti con un ventennio alle spalle nel settore, rimangono 80 giorni per sapere del proprio destino lavorativo, familiare, umano.



Data: 20-07-10
Autore:Giuseppe Scavo




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