300 mila euro per il “Totuccio Aiello”: il plauso di “Diventerà Bellissima”

Pubblichiamo il comunicato stampa del coordinamento locale di “Diventerà Bellissima” in merito al finanziamento di 300 mila euro per la riqualificazione del cineteatro “Totuccio Aiello” di via Rosolino Pilo.

Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per il finanziamento di 300.000 euro da parte del Governo regionale teso a riqualificare e rendere all’avanguardia il nostro cineteatro intitolato alla memoria di Totuccio Aiello.
Il finanziamento si inserisce in un più articolato piano di valorizzazione del teatro e dell’indotto culturale e lavorativo che ruota attorno ad esso. Sono, infatti, ben 161 le strutture teatrali finanziate in tutta l’isola.
Facciamo nostre le parole del Presidente Musumeci, secondo cui “i teatri siciliani pubblici e privati costituiscono una mappa identitaria dell’Isola e sono depositari della memoria e del carattere del territorio”.
Carini vanta una storia teatrale pluridecennale, dalla quale sono nate vere e proprie maschere che hanno contribuito a definirne l’identità. Il teatro a Carini è vivo e pulsante e offre svago e cultura ai nostri concittadini anche con una rassegna che, in tempi più recenti, registra numerosi abbonati a conferma del forte radicamento del teatro nella cultura dei nostri concittadini.
Che si possa recitare in un contesto più adeguato alla varietà dell’offerta e all’avanguardia con le moderne tecnologie, è un passo importante nella direzione del ripristino della socialità e dell’appartenenza comunitaria. Inoltre, questo piano per i teatri serve a dare energia e attenzione al ruolo fondamentale che riveste il capitale umano e intellettuale dei luoghi della cultura: registi, attori, musicisti, scrittori, scenografi, costumisti. Una forza lavoro e una memoria collettiva di tecniche e saperi troppo spesso sacrificati da una disattenzione o da una scarsa considerazione che fagocita figure che, invece, meritano di trovare nella nostra terra opportunità di lavoro e realizzazione professionale. Per questo motivo, possiamo sfatare una falsa credenza: con la cultura “si mangia”.

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