Carini piange “U zu Giuvanninu rù carrittieddu”, figura storica del commercio locale

Il prossimo 23 luglio avrebbe compiuto 90 anni il signor Giovanni Basile, meglio conosciuto a Carini come Giuvanninu rù carrittieddu, figura storica del commercio carinese attraverso la sua putia di via San Giovanni Bosco n 26, che per tanti anni ha commercializzato articoli di merceria e abbigliamento vario a partire dal 1962. Vogliamo salutare il signor Giovanni e stringerci al dolore della famiglia attraverso la riproposizione dell’articolo scritto in occasione della realizzazione del calendario sui commercianti storici del 2009.

Giovanni Basile nasce a Carini il 23 luglio 1931, da una famiglia molto numerosa, ben nove figli, e il padre lavorava come currieri, facendo giornalmente la spola tra Carini e Palermo con il treno.
La sua infanzia, come del resto quella di tutti gli adolescenti di questa generazione, è contraddistinta dalla miseria in cui si viveva; malgrado ciò i giovani non disdegnavano giochi come i scannieddi, a quattru e quattru uottu, o lapuni, che rendevano meno amare quelle giornate, dove mangiare regolarmente era già una conquista. “Ricordo con piacere la bonta di mastro Antonino Amato, i rimproveri ra’ za’ Nicchia a Piruta alla quale giocando a palla rompevamo spesso i vetri di casa, Vito Lentini detto palummieddu, il timore che ci destavano le guardie municipali che mantenevano l’ordine in paese (Antonino Lunetta, Gaetano e Luigi Amato), l’alta figura religiosa di Padre Badalamenti”.
Passati gli anni del gioco e arrivata la seconda guerra mondiale, venne il momento del primo lavoro, svolto presso diversi magazzini alla Stazione, dove si realizzavano i telai per le cassette dei limoni con la paga percepita di appena mezza lira al giorno, e per arrotondare vendeva sigarette nei trappeti.
Un tragico episodio segnò irrimediabilmente la vita del signor Basile, il 17 febbraio 1947, proprio l’ultimo giorno di Carnevale, quando giocando per strada l’attenzione del giovane Giovanni venne attirata da uno strano oggetto, che non era altro che la spoletta di una bomba a mano; l’esplosione fu per lui devastante, persa una mano e solo una grande forza di volontà gli permise di superare quel triste momento. Dopo poco tempo, all’età di 17 anni, il nostro protagonista decise di intraprendere l’attività di ambulante, così il padre gli donò una cesta dove riporre calzette, gomitoli, spagnolette fino al 1950, anno nel quale acquistò il famoso carrittieddu che gli fece acquisire il nomignolo che ancora oggi porta con sé.
Oltre all’ormai inseparabile carrettino, Giovanni portava sempre con sé quattro piccoli aiutanti, Rosario Cracchiolo, Pietro e Antonino Passalacqua e Giuseppe Buzzetta, che guadagnando 100 lire alla settimana, con grande spirito di dedizione dall’alba fino alla sera muovevano anche loro i primi passi nel sentiero della vita, vedendo in quest’uomo una guida importante.
Messi da parte i primi risparmi, il carretto venne sostituito da un più efficiente “FIAT 600 T”, che oggi dopo oltre quarant’anni rappresenta il mezzo di locomozione della famiglia Basile.
Intanto nella vita del nonno carinese fece breccia Maria Geloso, prima e unica donna della sua vita, sposata nel 1958 e che ancor oggi con i figli Mimma, Mariella e Pino e i tanti nipoti, condivide la gioia di una splendida famiglia. Nel 1962, nasce la merceria in via San Giovanni Bosco numero 26, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Caterina, negozio gestito con la moglie e la cognata; il negozio vendeva inoltre articoli di abbigliamento uomo-donna, e a differenza di oggi i guadagni erano accettabili. Dopo 46 anni dalla sua apertura, questa attività commerciale appare come uno degli ultimi legami con il passato, dove i rapporti umani sono ancora presenti e dove la lealtà, la genuinità e la bontà sono prioritari in una società avvolta nel consumismo sfrenato.