Carini ricorda il suo Rivera, Gaetano Bubbeo

Martedì 24 maggio e’ venuto a mancare Gaetano Bubbeo, che nella memoria di tanti carinesi amanti del calcio, probabilmente e’stato uno dei talenti più limpidi nato in città. Pubblichiamo il ricordo di un suo estimatore, il dottor Giuseppe Failla, che ne traccia un profilo calcistico ma anche umano.

“Ho appreso oggi della prematura salita al cielo di Gaetano Bubbeo…uno di noi ma che per quelli della mia e della sua generazione ha rappresentato una bellissima pagina di sport. Bubbeo era il numero 10 e “ho detto tutto” della fantastica squadra che fine anni 60′ militando in terza categoria, conquista la prima categoria finendo prima in classifica, dopo un appassionante duello con il Salemi…battuto, a fine campionato,  in casa nello scontro diretto, con uno straordinario 3 a 2 degno della spettacolare Italia Germania in terra messicana. Bubbeo era un vero regista con i piedi raffinati e soprattutto con una intelligenza straordinaria, senza la quale, non ci sono “cavalli di razza “.Era il faro della squadra, fatta da buoni giocatori, in ogni settore. Bubbeo aveva accanto il bomber Randazzo numero nove che…aveva il compito semplice di spingere in porta delle invitanti palle goal.Straordinarie le sue punizione imparabili sotto il set. Ma Bubbeo non era solo il numero 10 come calciatore era il numero 10 come uomo ,perché la sua eleganza tecnica si coniugava con un alto profilo umano fatto di lealtà e generosità. Si sa Carini non è Milano, non ha un Gianni Brera , un Candido Cannavo’ che costruiscono attorno al campione la legenda. Di Gaetano so poco oltre al calcio ma so che per la memoria di tanti adolescenti come me, in quegli anni, lui era una legenda…la nostra legenda…era il nostro Rivera”.