Ci ha lasciati Cicciu “ri scaippi”: Carini piange una figura storica

Nel giorno in cui Carini piange un altro padre di famiglia, Stefano Amato, a causa del male del secolo,  all’età di 80 anni ci ha lasciati anche uno storico commerciante di Carini; all’anagrafe Francesco Lo Piccolo, ma da tutti conosciuto come Cicciu ri scaippi. Un uomo che si è fatto da sè, sempre disponibile, che amava il calcio, e che ha fatto della sua storica putia un punto di riferimento nel settore. Un uomo, un padre ma anche un commerciante che ha saputo cavalcare e cogliere, negli oltre sessant’anni d’attività nell’ambito delle calzature, l’evoluzione dello status politico-sociale ed economico  che la scarpa ha rappresentato, in origine strumento indispensabile per camminare e poi diventata oggetto di culto e importante accessorio di moda e di seduzione. Con la morte di Cicciu ri scaippi, Carini sicuramente perde una parte importante della sua memoria non solo commerciale ma anche umana.

Vi riportiamo la storia del signor Francesco Lo Piccolo, tratta dal calendario edito nel 2009 sui commercianti carinesi storici.

“Francesco Lo Piccolo nasce a Carini il 16 maggio 1939, da una famiglia dove il padre Francesco (la legge sull’omonimia padre-figlio fu introdotta solo nel 1944) era calzolaio, e la madre Vita Troia faceva la casalinga. Il giovane Francesco, ottenuta la licenza elementare, viste le difficoltà economiche in cui si viveva in quel periodo, inizia ben presto a lavorare, di sera vende le caramelle al cinema Italia e di giorno visto il mestiere del padre, inizia a vendere scarpe per le vie del paese, portandone in collo quattro- cinque paia per volta. Proprio da quel momento nacque il nomignolo Cicciu ri scaippi, che lo accompagnerà negli oltre sessanta di attività. Il 12 febbraio 1950 viene inaugurato in via Rosolino Pilo n° 23, il negozio di scarpe della famiglia Lo Piccolo, mentre il padre continuava in un locale attiguo con il suo deschetto il mestiere di calzolaio, vendendo pure la pelle e il cuoio. Arrivarono le prime marche, “ADINA”, “GASPAROTTO”, “PARIS”, “SORAIA”, “URSUS”, con quest’ultime che rappresentavano il top per quel momento, infatti il loro costo superava le 10 mila lire. In quel tempo le scarpe si acquistavano una volta l’anno e solo i buggisi potevano permettersi di acquistare più paia di scarpe, con solitamente un paio che veniva “preservato” per i giorni di festa. Mentre la scarpa da ginnastica invade tutti i mercati, grazie soprattutto al loro utilizzo in sport emergenti come il tennis o la pallacanestro prima e poi varcando il limite del solo impiego sportivo, il 26 ottobre 1963 Francesco sposa Vita Troia, dalla quale nascono Serafina, Giusy, Gianfranco e Vincenzo.
Per esigenze di spazio e per dare un tocco di modernità a quella nata come antica bottega, nel 1983 l’attività commerciale si trasferisce in Piazza Duomo, dove il rinnovamento del locale porta una serie di nuovi marchi di tendenza quali “NEROGIARDINI”, “MELLUSO”, “LAURA BIAGIOTTI”, “NIKE”, ecc.., che fanno dell’attività una delle più rinomate del settore a Carini. Poi l’attività continuerà attraverso la figlia Serafina, fino alla chiusura avvenuta qualche anno fà..”

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