E’ stata la Pasqua del Signore…

Per il secondo anno consecutivo il mondo si è trovato a celebrare la festa piu’ importante per la cristianità, come sancito dal Concilio Vaticano II, in piena pandemia, con tutte le
limitazioni che il rischio pandemico richiede. A differenza dell’anno passato, potendo invece celebrare la liturgia pasquale, la veglia della resurrezione, nei luoghi di culto. Una Pasqua che viene incontro ad una umanità ferita, ad una chiesa ferita, chiesa che ha visto, per sottolineare argomenti cari ai vaticanisti e ai cultori della laicità dello stato e delle libertà religiose, restringersi il letto del Tevere, simbolo della separazione dei poteri dello stato da quelli della Chiesa e questa volta certo non per la esuberanza del Pontefice attuale.
La celeberrima espressione “Ecclesia libera in libera patria” fu coniata dal pastore calvinista francese Alexandre Vinet proclamando il principio di libera Chiesa in libero Stato.
Frase ripresa da Cavour, dopo la proclamazione del Regno d’Italia, 17 marzo 1861, con Roma capitale, lasciando intendere che la Chiesa non doveva intromettersi nelle cose proprie dello Stato così come lo Stato non avrebbe dovuto intromettersi nelle cose riguardanti la Chiesa, e il Tevere per l’appunto, simboleggiava la separazione tra i due palazzi, e tanto più largo fosse stato il letto del fiume tanto più il principio della separazione dei poteri sarebbe stato garantito. Ma, lasciandoci alle spalle tutto ciò, argomento per gli storici, la Pasqua si pone davanti a noi tutti come un evento, un fatto che ci richiama alla liberazione dalla paura della morte, paura che da oltre un anno alberga in noi, più di prima. E’ la Pasqua del Signore: il passaggio degli Ebrei dalla schiavitù di Egitto alla liberazione nella terra promessa, attraversando il mare che Dio apre per consentire al suo popolo la fuga, “uccidendo l’esercito nemico, cavalli e cavalieri”. E’ la Pasqua del Signore: in quella notte, la notte delle notti, con il pane della fretta, le erbe amare, l’agnello, il popolo sotto la guida di Mosè si mette in cammino, una notte diversa da tutte le altre notti, una notte in cui si veglia si aspetta il passaggio di Dio. E’ la Pasqua del Signore: la Pasqua di Cristo, del figlio di Dio, fattosi carne per essere partecipe della condizione umana, e attraverso la Sua morte e resurrezione liberarci dalla schiavitù del peccato, dalla morte ontica e resuscitarci ad una vita nuova, fatta di pienezza. E’ la Pasqua del Signore: è la tua, è la mia, la nostra Pasqua, davanti allo scandalo della
croce, della nostra croce, della nostra sofferenza, della nostra morte ontologica, Dio viene, e ci svela il mistero Pasquale. La nostra infelicità nasce dall’esserci separati da Lui, nell’aver voluto farci dei, nell’aver rinnegato Dio creatore e padre misericordioso. Nel momento in cui ci siamo separati da Lui, abbiamo sperimentato il non senso, il vuoto e ci siamo aggrappati disperatamente a ciò che non può darci la vita vera.E’ la Pasqua del Signore: questa notte possiamo entrare in tutto ciò che ci spaventa, la malattia, la crisi economica, la solitudine, la vecchiaia, entrare nelle acque del mare, simbolo di morte, perché Cristo ha separato le acque ed io e te possiamo entrare nella croce, nelle sofferenze quotidiane, in tutto ciò che non comprendiamo, sperimentando
la “grazia” il dono del Suo Spirito vivificante che fa di noi delle creature nuove, con l’eternità nel cuore. Per comprendere pienamente il mistero pasquale occorre ascoltare “un’ antica Omelia
sul Sabato Santo” : Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è un grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fato carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi”…e nella Sua potenza “ ordina a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano morti: Risorgete! A te (Adamo) comando : Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno.
Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti”… perché …E’ la Pasqua del Signore.