Non passa giorno che non ci imbattiamo in un post su Facebook ad opera del politico di turno, commento o dichiarazione ripresa immediatamente dai cosiddetti maintstream media (televisione e stampa). Tutto questo a testimonianza di come sia cambiato anche il mondo di fare politica nell’era dei social, che offrono l’opportunità di un’interpretazione della politica decisamente in sintonia sia con gli stessi suoi esponenti e con i cittadini, dove i primi possono tentare di superare la distanza e la sfiducia che i governati nutrono verso i governanti, e i secondi possono finalmente esprimersi in prima persona ed esercitare una forma di sorveglianza sull’operato dei governanti. La parola e i pensieri del soggetto politico, a questo punto arrivano al suo interlocutore, il cittadino, prive di mediazioni e con un’ “intimità” un tempo impensabili e impedite dal filtro mediale. La pubblicazione di un post diventa in questo modo la traduzione digitale del “metterci la faccia”, ovvero una delle tante interpretazioni del mettersi in gioco in un rapporto “personale” con i cittadini.

In questo rapporto “diretto” scompare, o si ridimensiona fortemente, il ruolo rappresentato fino a pochi anni fa dai giornalisti; si è così velocizzata la comunicazione, e il ruolo dei social media diventa fondamentale nel discorso politico, con le reazioni dei cittadini/utenti della rete e dei personaggi politici che vengono costantemente monitorate, contribuendo a definire posizioni di sostegno o rifiuto sulla semplice base del numero di “mi piace” (like) o delle condivisioni.

Cosi accade che anche in un paese come il nostro, Carini, il Consiglio Comunale sia praticamente depauperato della sua istituzionalità, nessuno lo segue dal vivo, in pochi lo seguono attraverso le riprese video nate dal pur lodevole impegno dei colleghi de “Il Vespro”; per seguire il dibattito politico basta seguire i vari account del Sindaco e dei vari “oppositori” ognuno dei quali conduce a suo modo una “battaglia” nella piazza virtuale, fatta di post più o meno espliciti e foto più o meno evocative che servono ad alimentare quella discussione politica nella sua nuova dimensione.
Succede quindi che di certi personaggi politici, che siano consiglieri comunali o altre cariche, il cittadino medio ne sconosca l’esistenza e soggetti che cariche non ne hanno, riescano a ritagliarsi una credibilità che và ben oltre l’ufficialità. Questo semplicemente perché sanno utilizzare il nuovo “mezzo”, che via via ha sostituito la “stanza dei bottoni”.

Succede inoltre che anche parole non tanto utilizzate nel linguaggio quotidiano e anche in quello politico, diventino virali solo perché pronunciate dal politico di turno, ed ecco quindi che gli incivili che praticano il lancio del sacchetto, diventano gli “sporcaccioni 2.0”.

Dovremmo rassegnarci, la prossima volta sarà forse inutile spendere tanti soldi per svolgere la consulta elettorale, basta una bella votazione sul web e il gioco sarà fatto..

Buona Estate a tutti, spero a Carini.. !!!