“Il Cantiere della discordia produce pugni e una denuncia”: lettera di precisazioni del commerciante

Questa mattina abbiamo ricevuto in redazione una mail firmata dal signor Antonino Mannino, che ha chiesto il diritto di replica ad un articolo comparso sulla nostra testata intitolato “Il Cantiere della Discordia produce pugni e una denuncia per aggressione”.  Il signor Mannino, titolare dell’attività commerciale “La Bontà dei Sapori” in via Cupola di Santa Caterina, ha voluto principalmente precisare che lui non ha aggredito nessuno, visto che ad essere coinvolto direttamente nell’accaduto e il padre che si trovava presso il negozio. Riportiamo un ampio stralcio della lettera ricevuta. Eventuale altro diritto di replica sarà dato anche all’altro protagonista della vicenda, qualora lo richiedesse, anche se noi ci auguriamo che tutto possa risolversi con una stretta di mano quanto prima.

Scrive il signor Mannino“Sono un giovane commerciante che svolge la propria attività lavorativa all’interno dell’abitato di Carini con grande sacrificio e rispetto per le istituzioni, per il sistema, per la clientela che giornalmente si reca nel mio esercizio confidando oltre che nella qualità dei prodotti anche dell’igiene e nel decoro che lo caratterizzano e, non in ultimo per me stesso. Con orgoglio vendo infatti frutta, verdura, e altri generi alimentari nel mio esercizio commerciale in via cupola di santa Caterina, ove, nel rispetto dei protocolli e delle direttive in materia di contenimento della pandemia i clienti attendono fuori dalla bottega il loro turno per entrare. Da diverse settimane nell’area limitrofa alla mia attività sono in corso dei lavori di sistemazione della pavimentazione stradale con collazione di basole di marmo, e tali lavori comportano e hanno comportato enormi disagi alle attività commerciali che, come la mia si trovano proprio all’interno del cantiere, ma tutti noi esercenti, ben consci dell’utilità dell’opera ci siamo sforzati seppur con grande disagio, di portare comunque avanti la nostra attività con dignità e decoro. Tale disagio era ed è chiaramente sotto gli occhi di tutti compresa l’amministrazione comunale. Occorre dire, che la modalità di esecuzione delle opere palesano senza dubbio profili di criticità, basti pensare che il taglio delle Basole è fino ad ora avvenuto non mediante l’impiego di specifica attrezzatura ma con l’utilizzo di un semplice “flex” come se si stesse tagliando in casa con modalità fai da te una piastrella rotta per poi metterne un altra !! Tale modalità di taglio delle Basole ha fatto sì che una enorme quantità di polvere si sprigionasse rendendo l’aria irrespirabile. La mattina di giorno 25/02/2021 è accaduto che gli operai proposti al cantiere decidessero di posizionarsi per l’esecuzione del taglio delle Basole a pochi metri di distanza dalla mia attività che, così facendo,veniva invasa da una fitta coltre di polvere, che depositando sui generi alimentari conprometteva dal punto di vista igienico lo standard qualitativo degli stessi. Peraltro in quel contesto la sosta della clientela davanti la bottega diveniva assolutamente impossibile e la respirazione ancor di più specie indossando, come d’obbligo le mascherine protettive. A metà mattinata la situazione diventa davvero insostenibile sicché mi avvicinavo all’Ingegnere responsabile del cantiere, chiedendo gentilmente comprensione e invitando a trovare un altro posto dove procedere al lavoro di taglio delle Basole. In risposta a ciò l’ingegnere non si degnava neppure di alzare lo sguardo, invitava gli operai a continuare il loro lavoro e con un gesto molto scortese della mano mi caccia via. Ferito sia per la mancanza di comprensione che per l’altezzosità manifestatami, tornavo al mio negozio dove come ogni giorno mio padre mi raggiunge per un saluto o scambiare due chiacchiere. Avendo assistito alla scena e viste le condizioni in cui si trovava il negozio da lontano anche mio padre invitava l’ingegnere a mostrare spirito collaborativo, invitandolo a gestire meglio la situazione. A quel punto l’ingegnere si avvicinava a mio padre e, con tono sprezzante proferiva nei suoi confronti la frase: 2ascolta a me, vattene a vendere la verdura che e meglio per te”. Per quel che so, forse a quel punto mio padre gli avrebbe dato una sorta di pacchetta sul viso niente più. Ora tale gesto seppur il frutto di una provocazione, non può che essere da me censurato e sarà oggetto di accertamento ad opera della magistratura peraltro già investita della questione in esito alla querela sporta dal diretto interessato. Altrettanto da censurare è, tuttavia il tentativo di screditare la mia persona e la mia attività commerciale, attraverso la diffusione della falsa informazione che e quella che e stata definita “aggressione” sia imputabile ad un commerciante con un negozio di frutta e verdura sito nell’area oggetto dei lavori. Ed infatti posto che la mia attività è l’unica della zona dedita alla vendita di tali prodotti alimentari è palese che associare l’accaduto alla mia persona sia del tutto ovvio e scontato. Tutto ciò chiaramente non può in alcun modo essere da me supinamente accettato sicché chiedo da onesto cittadino e fiero commerciante che anche la mia voce ed il mio messaggio vengano diffusi con la stessa veemenza con cui è stata diffusa la falsa notizia di un aggressione a me associabile – imputabile. Io mi dissocio e condanno “l’indifferenza mostrata dall’Ingegnere nei miei confronti e nei confronti degli altri esercenti e della nostra clientela. Mi dissocio e condanno “chi vede e sente ma fa finta di non vedere e non sentire per poi diffondere con facilità errate informazioni. Mi dissocio e condanno la violenza sotto ogni forma ed entità perché in essa non mi riconosco. Mi chiamo Mannino Antonino, vendo frutta e verdura in via Cupola di Santa Caterina e ne sono fiero. Distinti Saluti”.