Era stata condannata a 15 anni di carcere Stefania Bologna, la 38enne che il 18 novembre dell’anno scorso colpì il padre di 70 anni con ben dodici coltellate, al primo piano del civico 155 di corso Garibaldi. La sentenza arrivò al termine del rito abbreviato. Stefania, ora rinchiusa nell’ex ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, dove ha tentato il suicidio più volte, oggi ha ottenuto uno sconto della pena, che ora passa a 10 anni.

“Non sopportavo più le sue angherie, ieri mi ha staccato pure internet..” disse ai carabinieri intervenuti, pochi minuti dopo l’omicidio.

Stefania era in cura al servizio di salute mentale di Carini. Quella mattina nascose un coltello da cucina sotto il cuscino, quindi secondo l’accusa era un omicidio premeditato, motivo per cui aveva chiesto 30 anni di carcere, anche perchè è stato appurato che era perfettamente in grado di intendere e di volere. Ma il giudice ha ritenuto le circostanze attenuanti equivalenti all’aggravante.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Giampiero Santoro, con l’appello e puntando sull’infermità della giovane ha ottenuto lo sconto della pena visto che la corte d’assise di Palermo ha escluso l’aggravante della premeditazione.