Oggi è suonata l’ultima campanella per tanti alunni ma anche per tanti Maestri

Oggi per molti alunni carinesi è suonata l’ultima campanella. Per molti, quello appena trascorso, rappresenta la conclusione di un anno scolastico intenso e praticamente irripetibile visto quello che la scuola, gli studenti e le famiglie hanno dovuto subire a causa della pandemia. Un suono della campanella che come ogni anno sà di libertà, profuma di vacanze, di giochi, di relax. Per alcuni alunni la campanella di oggi segna la fine di un ciclo e l’inizio di un nuovo percorso, e per questo il suo significato assume un carattere diverso, a tratti molto malinconico. Finite le Elementari infatti si ha il primo distacco da quel mondo rappresentato dalla prima figura materna oltre la mamma, parliamo di quella maestra o quel maestro che ha rappresentato tra le mure scolastiche quella figura sempre pronta ad educare oltre l’habitat casalingo con rigidità ma anche con spassionata tenerezza. E’ stata quindi anche l’ultima campanella per tante maestre che guardano il mondo dall’altro lato della cattedra, e che da domani si ritroveranno quei banchi inesorabilmente vuoti e con una classe silenziosa. Una maestra/o semina, consapevole che il raccolto lo vedrà in piccola parte. I bambini sono in continua evoluzione e ciò che imparano oggi, servirà a costruire la loro personalità futura. Si agisce, sperando che questi piccoli semi, questi piccoli bambini, possano sbocciare come fiori rigogliosi. Essere un bravo educatore immaginiamo sia molto difficile, è uno di quei lavori che non hanno mai fine, perché l’educazione è un progetto infinito. Ma tutto questo le “nostre” maestre o maestri lo sanno benissimo perchè in fondo tutti noi ne abbiamo avuto uno che ha segnato la nostra vita in un modo o in un altro. Ci piacerebbe che tutti coloro che leggeranno quest’articolo possano commentare ricordando il proprio Maestro/a, in segno di rispetto, stima o semplicemente d’affetto.