Ore 22.22 del 30-04-2016: Il Comune di Carini è ufficialmente in dissesto finanziario

Ci sono momenti che segnano più di altri la storia di un paese. Quello appena vissuto nell’aula consiliare di Corso Umberto I è uno di questi, infatti il consiglio comunale ha appena ratificato il dissesto finanziario del Comune di Carini, dopo settimane che la scelta pareva inevitabile, visto il “buco” di oltre 5 milioni di euro e vista la conseguente non approvazione del Bilancio. L’art. 244 del testo Unico 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.

foto di carini 2

Il dissesto finanziario di un ente locale non può essere equiparato al fallimento di un’impresa privata

solo perchè l’ente locale non può cessare di esistere.

In caso di dissesto, si crea semplicemente una frattura tra passato e futuro. Nel caso del dissesto, infatti, pur essendo sentita l’esigenza di tutelare i creditori dell’ente occorre sempre considerare la necessità di assicurare al Comune la continuità di esercizio nonostante il grave stato di crisi in quanto gli squilibri economici finanziari che hanno causato lo stato di crisi dell’ ente, non possono portare ad una forzata cessazione della sua attività. Gli oneri pregressi (compresi i residui attivi e passivi non vincolati), sono estrapolati dal bilancio comunale e passati alla gestione straordinaria. Un apposito Organo, nominato dal Presidente della Repubblica, si incarica delle insolvenze, attraverso la redazione di un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione che ha creato il deficit, mentre l’Ente Locale con il suo consiglio eletto inizia una nuova vita finanziaria.

Prima di arrivare al voto, 21 favorevoli (i 18 consiglieri di maggioranza più i tre pentastellati) 5 astenuti (i gruppi Carini Pulita e PDR), Sgroi è uscito dall’aula, mentre erano assenti i consiglieri Taormina, Giambanco e Fiorello,  i lavori in aula sono stati molto caldi, sopratutto perchè non era chiaro, e ancora non lo è, a quanto ammonta il “buco” finanziario del Comune di Carini. I vari interventi di diversi consiglieri comunali, non hanno chiarito al numeroso pubblico presente il reale disavanzo, come non lo hanno chiarito gli interventi di alcuni capi ripartizione che fra l’altro non tanto velatamente si sono lanciati delle accuse.

COSA COMPORTA IL DISSESTO ?

Si apre adesso per il Comune una nuova era, infatti l’ente locale una volta attivata la procedura del dissesto, deve procedere con risorse finanziarie proprie.

1 Politicamente, Sindaco, Giunta e consiglio comunale restano in carica ma verranno coadiuvati da una commissione designata dal Ministero degli Interni; la commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio “risanato”;

2 Saranno alzate le tasse locali (IMU, TARI), nella misura massima prevista della legge;

3 Saranno eliminati tanti servizi non indispensabili e avverrà il contenimento degli altri livelli di spesa entro limiti di prudenza;

E I PRECARI ?

Quello di oggi era anche un momento che doveva chiarire la posizione dei 105 dipendenti comunali “precari” con il contratto in scadenza il 30 aprile.

Una legge regionale prevede che per i Comuni in dissesto, esista una norma che permette di attingere a dei fondi “salvagente” (trattasi di circa 1,7 milioni di euro); con il dissesto adesso in atto si può iniziare l’iter per attingere a questi fondi, che non sono rimpinguabili (quindi fino ad esaurimento) e che in realtà servono per tutti i Comuni siciliani in dissesto e non solo per Carini, che comunque è il primo Comune siciliano a dichiarare questa grave frattura finanziaria.

In parole povere il futuro di questi lavoratori da lunedi è burocraticamente al sicuro perchè è in cantiere una proroga al contratto, fattivamente non proprio perchè non è ancora chiaro quando gli uffici regionali si pronunceranno sull’elargimento di questi fondi che possano coprire gli stipendi.

Sul finire dell’assise l’incertezza nell’avere risposte chiare ha portato non poca confusione in aula, con animi particolarmente esagitati tra i “precari” che da lunedi almeno momentaneamente si spera rimarranno a casa rischiando difatto di bloccare i lavori degli uffici comunali che andranno in difetto di personale.

Per 104 famiglie sarà sicuramente un 1 maggio avvolto nei dubbi di un futuro occupazionale incerto.

DI CHE E’ LA COLPA DEL DISSESTO ?

Deliberato il dissesto finanziario, la Corte dei Conti inizierà una procedura che andrà a ricercare tutti i movimenti finanziari approvati dall’ente nell’ultimo quinquennio (quindi dal 2010 al 2015); gli amministratori riconosciuti responsabili non potranno ricoprire, per un periodo di cinque anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali o di rappresentante di tali enti presso istituzioni, organismi ed enti pubblici o privati, ed ovviamente verranno denunciati per dolo.

Fare oggi nomi e cognomi di coloro che sono i responsabili di questa catasfrofe non è possibile, anche perchè assisteremmo al solito balletto dello scarica barile alla quale anche la politica carinese ci ha abituato.

Una cosa sola è certa, che a pagare gli errori commessi dalla politica carinese sarà sempre IL CITTADINO, soprattutto quello che paga le tasse.

 

 

 

 

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