Continuiamo il nostro viaggio nel nostro tanto caro linguaggio carinese, andando alla scoperta del corpo umano tra anatomia e competenze medico scientifiche. Il carinese, ma anche il siciliano in generale, ha una terminologia medica che fa invidia a migliori specialisti, egli è infatti sempre pronto a dare spiegazioni e rimedi per ogni malattia o disturbo che si presenti, e  per fare questo, vanta alle spalle sicuramente un adeguata preparazione o conoscenza in materia. L’anatomia, innanzitutto, che permette di individuare con estrema precisione a quale parte del corpo ci si riferisce. Con la privacy che va a farsi benedire, siamo sempre pronti a raccontare il nostro calvario sin nei minimi particolari, avvalendoci di un appropriato uso del lessico specialistico, sfoderando,  con un misto di orgoglio e consapevolezza, la piena padronanza di linguaggio nelle immancabili vicissitudini medico-ospedaliere.

Oltre all’anatomia poi il carinese si distingue per l’alta specializzazione in medicina, farmacologia ed esami vari: l’ulcera così diventa “ucciola”, i calcoli renali diventano “pietri”; la flebo o acqua fisiologica diventa “lavaggio”; quando si hanno problemi ad evacuare si è “ntuppati” o si hanno problemi con il “fastiu”; la pillola diventa “pinnula” e se è di dimensioni maggiori “pinnuluni” ; le radiografie sono semplicemente “raggi”; la rosolia diventa “rosalia”;  quando si cade non ci si può fratturare una gamba, ma “sgangari”;  la donna dopo i nove mesi di gestazione  non partorisce ma “accatta”, visto che era “priena” (incinta), mentre  quando si è in quei giorni “particolari”  si  hanno “i cosi ri supra” o “regole”;  i brufoli sono “mpuddicchi” o “sfogo ri gioventù”; il medico otorinolaringoiatra è “u dutturi ri aricchi-nasu e gola”; se si hanno dolori all’ inguine sicuramente  farà male ‘a ncinagghia”; se ci sono problemi di udito sia hanno problemi di “ntisa”, ma se invece si ha l’udito molto sensibile ‘a ‘ntisa è fina”; quando si ha un reflusso gastrico non si vomita ma si “rovescia” specialmente se si ha ‘ntossico” (intossicazione alimentare); se vi grattate la testa non è forfora ma “canigghiola”; se fa male sotto lo sterno allora  brucia” ‘a ‘ucca ri l’ arma”; se vi si grattate forse è perché c’è “manciaciuni” e non prurito; quando in bocca sono rimasti pochi denti si diventa “sgangulati”; se avete la glicemia alta quasi  sicuramente avete  “la zuccarina”;  l’infiammazione alle vie urinarie è l’ “ irritaziuoni”; la diarrea è “scisa”ma se assume quantità industriali allora diventa “ scisuni”.

Aggiungiamo poi la nuova denominazione delle varie parti del corpo:

 

Tigna : cuoio capelluto

Crozza: termine ormai desueto che sta ad indicare il cranio

Vrazzu: il braccio al plurale “ vrazza”

Irita: le dita delle mani ma anche dei piedi

Rugnuna: reni

Naschi: narici

Mirudda o cirivieddu: cervello

Sciddi: ascelle

Minni: seno

Min**ia o acieddu: pene

Stic**iu : vagina

Osso pizziddu: malleolo

Giggia: sopracciglia

Mascidda: guancia

Vavaruottu: mento

Mussu: labbra

Pierno ri l’ anca: femore

Curidda: coccige

Custicieddi: costole

Rinuocchiu: ginocchio

Uvitu: gomito

Pinnulara: ciglia

‘ U suonnu: tempie

Virdicu: ombelico

Cugghiuna: testicoli

Mieusa: milza

Vientri: pancia

Cuozzu: nuca

Rarica: radice del dente

Amma o canniedda ra amma: gamba

Iritu ruossu: alluce

Pieri: piedi

Aricchia: orecchio

Uocchi: occhi

Ugna : unghie

Carina: schiena

Schinali: midollo spinale

Patiedda ru rinuocchiu: rotula

Balataru : palato

 

tratto da IL CARINESE n°46 edizione cartacea, di Pino Mignano.