Cosa spinge un cinquantenne, papà e marito, impiegato di banca e senza alcuno studio, se non quello da autodidatta, a dedicare tutto il tempo libero alla pittura ? Risposta scontata, una grande passione.
Abbiamo conosciuto Vincenzo Candela, che in questi ultimi mesi si è particolarmente distinto per l’aver esposto le sue opere in diverse mostre collettive organizzate al Castello di Carini, a Torre Ventimiglia a Montelepre, partecipando anche ad altre manifestazioni del settore in giro per la Provincia palermitana.
Ad alimentare la nostra curiosità per quest’artista carinese, ci hanno poi pensato i social network, attraverso la quale Vincendo condivide la preparazione e la realizzazione dei suoi ritratti olio su tela, per gran parte ispirati a figure femminili, ma anche a soggetti sacri come il Papa, la maternità, San Giuseppe, o angoli di Carini.
Che siano ritratte, fonte d’ispirazione oppure artiste loro stesse, anche nella storia dell’arte oltre che nella letteratura le donne hanno sempre avuto un ruolo da protagoniste. La figura femminile viene vista come madre, modello di bellezza, femmes fatales, incantatrice o essere angelico, come veicolo di emozioni, eternamente protagoniste ed antagoniste della grande arte.
Si dice che dietro a un grande artista c’è una grande donna: muse, mogli, attrici, amanti, madri, “mecenatesse”, figure emblematiche e misteriose che hanno avuto un ruolo determinante nell’arte, dal ‘500 ad oggi.
Una passione nata quasi per gioco da bambino, quando spennellare per diletto seguendo le orme della madre anch’essa amante del disegno e della pittura in genere, era un modo per passare il tempo con qualcosa che rallegrasse l’anima di quell’allora bambino.