Piano di riqualificazione dell’area industriale di Carini in ritardo: l’assessore Tamajo incontra gli imprenditori del Ciac

Entro lo scorso dicembre dovevano essere messi a bando i lavori per la riqualificazione delle strade interne dell’agglomerato industriale di Carini per un valore di 8 milioni di euro, frutto dell’ Accordo di programma quadro sottoscritto lo scorso luglio fra Irfis Finsicilia e il commissario straordinario del governo della Zes Sicilia Occidentale, Carlo Amenta; questi lavori poi, entro 1 anno dovevano essere completati. Nello specifico trattasi della realizzazione di due rotatorie sulla via Don Luigi Sturzo, dello spartitraffico con barriere new jersey, nel rifacimento del manto stradale, dei giunti di dilatazione, dei viadotti e ancora nella manutenzione dei marciapiedi, delle caditoie stradali e delle opere infrastrutturali e, infine, nella sistemazione della segnaletica stradale, orizzontale e verticale, e nel completamento dell’impianto di illuminazione stradale in via De Spuches e dell’impianto di video sorveglianza.

Sul ritardo di messa a bando dei lavori, è intervenuto l’assesssore regionale Edy Tamajo, durante un incontro al Bio Parco di Sicilia con gli imprenditori del Ciac di Carini, al quale hanno partecipato anche il commissario dell’Irsap, Marcello Gualdani e il dirigente dell’ufficio tecnico Salvatore Callari. “Se entro metà giugno non sarà emanato il decreto attuativo della Zes unica, daremo all’Irsap, che è stazione appaltante, la gestione della procedura, quindi della gara per affidare i lavori per la riqualificazione dell’area industriale di Carini. Il ritardo nella messa a bando dei lavori – spiega ancora l’assessore – nasce da un percorso Zes diverso da quello che noi avevamo ipotizzato. Con il commissario della Sicilia occidentale Carlo Amenta stavamo lavorando benissimo, ma tutto a un tratto la Zes ha cambiato costituzione ed è nata la Zes unica. Io – prosegue Tamajo – sin dall’inizio sono stato molto scettico perché sono per decentrare non per accentrare, ritengo infatti che accentrare crei immobilismo”.

“Ed effettivamente il passaggio dalle otto Zes alla Zes unica ha creato una paralisi del sistema e delle attività correlate, come nel caso del progetto di riqualificazione dell’area industriale di Carini. A stretto giro però le cose potrebbero cambiare. “Abbiamo dato indicazioni alla struttura della Zes unica – ha detto il Commissario dell’Irsap Gualdani – per intervenire su Carini. Irsap è una stazione appaltante e può fare i bandi quindi, eventualmente, se dovesse servire, siamo a disposizione”. Gualdani ha annunciato anche l’installazione di un’antenna 5g nell’agglomerato. “Finalmente – ha spiegato il commissario – il Comune di Carini ha dato il via libera al progetto pilota”.
“Il progetto di riqualificazione è ambizioso: poco più di un anno per portarlo a compimento. “Per completare i lavori – ha spiegato il dirigente ufficio tecnico dell’Irsap Salvatore Callari – servono 15 mesi, ma potremmo farcela anche in un anno”. Entro giugno, intanto, si capirà se sarà necessario fare ricorso al piano B. “Non resta quindi che attendere giugno per capire quale soggetto sarà a fare la gara d’appalto. Ci rivedremo a Carini – ha concluso l’assessore Tamajo – e porteremo il decreto che permetterà l’inizio dei lavori del valore di circa 8 milioni, i soldi ci sono e sono ben conservati”. Soddisfatti gli industriali. “Nella nostra quotidianità – ha commentato il presidente del Ciac, Giuseppe Pezzati – siamo abituati a fare impresa con ottimismo. Oggi abbiamo un motivo in più per esserlo: abbiamo avuto conferma della volontà e della possibilità di portare a compimento la riqualificazione dell’area industriale di Carini in un tempo brevissimo. Siamo fiduciosi che entro il primo semestre del 2025 potremo mostrare il risultato del nostro lavoro”.