“Si fà sera e il giorno ormai volge al declino..”: riflessioni sulla Chiesa di oggi

Mi pare particolarmente attinente, allo stato d’animo di molti cattolici, il titolo dell’ultimo libro del cardinale Robert Sarah, che passa in rassegna le difficoltà che sta attraversando, il mondo occidentale, la Chiesa Cattolica e soprattutto cerca di dare risposte al disorientamento di molti fedeli. Torna alla mente e soprattutto al cuore il versetto di Lc 18,8 “Ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? “ Si puo’ parlare della Chiesa, come fanno in molti, come una organizzazione umana, come una grande associazione, un grande partito, considerando gli aspetti sociologici, culturali, politici, senza minimamente fare riferimento allo Spirito Santo e alla vera natura e missione della Chiesa.

Con questi parametri il “mondo” osserva, giudica, valuta lo stato di salute della cristianità. Parametri a cui la Chiesa stessa sembra assoggettarsi,  e che molti stessi credenti (laici e  religiosi) sembrano accettare come criterio di valutazione. La pandemia ha focalizzato ulteriormente l’attenzione del mondo sulle scelte della Chiesa Cattolica, generando pareri contrastanti e notevoli punti interrogativi. Il Corriere della Sera attraverso la firma di Galli della Loggia e Antonio Polito, nei mesi roventi del lockdown, hanno sottolineato come la Chiesa si fosse appiattita alla realpolitik, dimenticando la missione ultima dell’Annuncio, del Kerigma. Aiello sul Messaggero anacronisticamente ha riproposto il tema della separazione dei poteri, Stato Chiesa, auspicando un Tevere sempre piu’ largo. Inoltre moltissimi appunti, osservazioni, da parte dello stesso mondo cattolico, stigmatizzavano l’appiattimento socio politico della Chiesa dimenticando il “Depositum fidei”. Magistero che attraverso una miriade di interpretazioni da parte di teologi piu’ o meno autorizzati, raccontati da una stampa non preparata, ha trasformato la dottrina cattolica in campo di macerie, dove nulla appare  certo, sicuro, cosi’ molti battezzati stanno vivendo la loro fede. Uno scoramento che trova riscontri nei numeri, ridotta partecipazione di fedeli alla liturgia, ulteriore calo di vocazioni, e perfino una piazza San Pietro con sempre meno gente, già da prima della pandemia. La stessa figura del Pontefice strattonata nell’agone politico, come immagine del progressismo occidentale, in antitesi contro ogni forma di populismo, diventa fonte di divisioni. Diciamo che anche nell’ambito dei prelati, soprattutto  la scelta di campo di molti di loro, di una chiesa tutta sul sociale sembra una  innegabile realtà. Da sempre qualcuno nella Chiesa, ha immaginato di rappresentare una presenza  capace di orientare, con un collateralismo culturale, (in Italia ricordiamo quello con la Dc in passato, quello con il Pd oggi) le scelte politiche, attribuendo a queste un valore salvifico. Tutto ciò ha radici antiche, in quelle che furono considerate una intuizione geniale, la “mediazione culturale” e la “scelta religiosa”. La mediazione culturale presuppone una adesione alla fede, attraverso un percorso di conversione, e forte di questa adesione, con la preghiera, i sacramenti, agisce autonomamente nella vita sociale. Tale posizione si lega strettamente alla scelta religiosa, in cui la fede viene relegata, ad un fatto intimistico, privato, senza nessuna valenza antropologica. In ultima analisi la fede serve sostanzialmente per costruire una società migliore, il sogno di ogni uomo da sempre, e sempre dimentico del peccato, della genesi del male , della catechesi del paradiso perduto. Da qui nasce l’attitudine tiepida, relativismo, di una parte del mondo cattolico nei confronti di molte tematiche etiche che in questi decenni hanno interessato l’umanità, quasi fosse piu’ importante il dialogo che la Verità. Dice Sarah nel suo libro “Alla radice del collasso dell’occidente c’è una crisi culturale e identitaria. L’occidente non sa più chi è, perchè non sa più chi l’ha creato, chi l’ha plasmato. Questo soffocarsi conduce a una decadenza che apre la strada a nuove civiltà di barbari.” Occorre ripartire allora da quello che Papa Francesco ci ha ricordato nella sua prima enciclica, Evangelii Gaudium, al centro della vita della Chiesa, c’è il Kerigma, questo Evento, Avvenimento che irrompe nella storia, che tocca il cuore dell’uomo, generando uno stupore che spalanca le porte allo Spirito Santo. Spirito Santo che cambia la vita dell’uomo, generando una nuova antropologia, una nuova società, che non sarà mai perfetta, in cui abiterà sempre il peccato, la morte, ma dove regnerà la Misericordia, il Perdono, la Resurrezione,  l’ Amore di Cristo Crocifisso e Risuscitato. In fondo quello che l’umanità, io e te, da sempre aspettiamo, è lasciarsi Incontrare dalla Verità.