Tra i negazionisti e gli allarmisti c’è la scienza e la medicina

E passato quasi un anno dalle prime avvisaglie del Covid, nella lontana Cina, da cui, ricorderete un macellaio alle prese con un pipistrello pare abbia scatenato tutto questo finimondo.Ancora oggi il mondo, in particolar modo l’OMS, si interroga sulle origini della pandemia, e ricorderemo anche di come la stessa OMS, agli inizi attraverso uno straordinario zig zag, per quel che ho capito, dimostrava di non aver capito. Infatti, è di questi giorni la notizia che il direttore dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus mostra tutta la sua delusione per il mancato via libera dell’autorità di Pechino all’indagine sulle origini della pandemia. Quindi, è questa non è cosa da poco, è legittimo interrogarsi sulle origini del Covid e sulle modalità della sua diffusione.

E’ legittimo, ancora, chiedersi  come un paese di 1,5 miliardi di abitanti, con una densità superiore a quella della provincia di Napoli, abbia avuto solo 4 mila decessi, e qui Ricciardi, Burioni, e Galli non mi bastano, da medico mi sento preso in giro, e come abbia potuto festeggiare il capodanno riempiendo le piazze, se penso a quei pochi funerali, nel nostro paese, i cui  sparuti partecipanti, additati come untori degni di fucilazione.

E’ legittimo interrogarsi ancora sui piani pandemia non aggiornati, sui divieti alle autopsie dei primi morti di covid, è legittimo ancora farsi delle domande sul perché il personale sanitario  sia stato mandato in guerra a mani nude, da un sistema sanitario in cui i partiti fanno il bello e il cattivo tempo, gestendo le risorse in modo inappropriato e inefficiente regalandoci, soprattutto al sud,  strutture fatiscenti, e relegando la classe medica ai margini, ad un mero ruolo esecutore.

E’ legittimo ancora chiedersi perché non abbiamo avuto, da parte delle istituzioni, una gestione collegiale della pandemia, in cui tutti fossero  rappresentati, come è sempre accaduto nei momenti gravi della storia. Trovando il tempo per fare in silenzio, grazie agli Udpcm, tutte le nomine di sottogoverno, una nuova legge elettorale piu’ favorevole e mettendo le mani sulla delega ai servizi segreti, e qui ritorna la Cina, perché forse non c’erano altre priorità.

E’ legittimo chiedersi perché alcune categorie socio economiche, non in sintonia con le forze di governo, siano stati abbandonati al loro destino, ridicolizzati con bonus e ristori, la parola suscita ilarità.

E’ legittimo chiedersi perché la Cina è l’unico paese il cui pil cresca e gli unici che facciano affari siano le grandi lobby finanziarie.

E’ legittimo chiedersi perché i giovani siano stati abbandonati al loro destino, senza considerare gli effetti devastanti di un azione di governo assolutamente inadeguata per quanto riguarda la scuola.

E’ ancora legittimo chiedersi se la comunicazione in questo paese, che sicuramente ha tratto beneficio in termini di ascolti, abbia fatto bene a creare un clima di terrore, provocando un aumento delle patologie psichiatriche, provocando un aumento dei suicidi, e uccidendo le persone dentro, nell’anima, come se l’uomo fosse solo la malattia e non tanto altro ancora.

E’ allora legittimo chiedersi quale quadro socio economico-politico, a nostra insaputa, dopo aver chiuso e mettendo all’angolo la chiesa, stia disegnando il virus, inconsapevolmente, se la favoletta del pipistrello regge.

E’ legittimo farsi domande, e i medici devono farsele, se un qualunque collega, in questo tempo di pandemia, anche tra quelli delle prime linee, non se le è fatte, non è un medico completo. Si, perché come diceva Josè Mourinho “chi si occupa di calcio e sa solo di calcio sa poco di calcio”. A tal proposito mi viene in mente lo zio Angelino, medico della prima ora, nostro medico della mutua, quando discettava dei massimi sistemi con papà. Lui per esempio votava in maniera opposta alla camera e al senato perché nella sua analisi, un voto serviva alla stabilità e l’altro al cambiamento. Il suo ruolo di medico era sociale, era un protagonista della comunità civile, aveva una sua visione che comprendeva tutti gli aspetti della vita dell’uomo, e la sanità non la subiva dai politici, ma la incarnava e proponeva. Una visione che era il punto di forza dei medici di una volta, capaci di relazionarsi con le persone, e non con i posti letto e le terapie intensive. Medici capaci di comprendere come la comunicazione, era uno strumento fondamentale, per tirare quanto di meglio c’è in ogni uomo, non solo per combattere la malattia ma per vincere la battaglia della vita. Ma si sa come diceva Don Abbondio “il coraggio uno se non ce l’ha, mica se lo puo’ dare”. Aridateme lo zio Angelino allora, perché  da medico mi sento dentro la storia protagonista e le domande me le faccio e ce le dobbiamo fare tutti. (foto di copertina tratta da www.openonline.it)