Rosolino Gallina, 23 anni, diplomato al liceo classico “Meli” di Palermo, laureato in Beni culturali e con una magistrale in Storia dell’arte conseguite all’università degli studi di Palermo con lode, e con un tirocinio curriculare svolto presso la biblioteca comunale “F. Scavo” di Carini, ha presentato il suo primo libro, intitolato “Quando mi chiamava Ammimmi” romanzo di 210 pagine disponibile su Amazon che racconta il primo amore, la crescita e la memoria di ciò che, anche quando finisce, continua a vivere dentro di noi.
Ci riferisce il giovane autore: “la passione per la scrittura nasce tra i banchi di scuola, quando leggendo i classici della letteratura sognavo attraverso le loro parole. Ho amato continuare a lavorare con la scrittura in università scrivendo una tesi di laurea sulle arti decorative siciliane. Attualmente lavoro a Palermo con una cooperativa culturale che gestisce molti dei musei del capoluogo siciliano”. “Quando mi chiamava Ammimmi” racconta una storia d’amore lunga nove anni. La vicenda si apre nel presente, con il peso di un bilancio doloroso e la presa di coscienza della fine di un sentimento che sembrava eterno, per poi ripercorrere a ritroso le vite dei due protagonisti a partire dalle loro radici familiari.
Marco cresce in una casa segnata da tradimenti e violenze verbali; per proteggere la sorellina, si fa scudo emotivo e trova rifugio nell’arte. Lia, al contrario, proviene da una famiglia unita ma provata dai sacrifici e dalla dolorosa perdita della nonna, suo punto di riferimento. I due si incontrano tra i banchi del liceo. Lui è insicuro, introverso e alla ricerca di qualcuno capace di farlo sentire compreso, lei è riservata, imprevedibile e dotata di una sensibilità capace di trasformare ogni piccolo dettaglio in memoria. Tra fermate dell’autobus, messaggi, mandarini, biscotti e pomeriggi condivisi, nasce prima un’amicizia profonda e poi un amore totalizzante. Marco diventa per Lia il suo Ammimmi, un soprannome destinato a racchiudere un’intera stagione della loro vita. Crescendo, però, emergono crepe profonde. L’incomunicabilità e le ricadute emotive di Marco mettono un punto definitivo alla loro storia.
Nel vuoto assordante dell’assenza, Marco è costretto a confrontarsi con una domanda: cosa resta di un amore quando la persona che chiamavi casa decide di proseguire senza di te?
