Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in riferimento al protocollo sanitario che tutti i cittadini devono adottare in caso di positività al Covid 19 o semplicimente nell’eventualità di semplice “contatto” con un caso positivo. Fra l’altro sono sotto gli occhi di tutti le lunghe code verificatesi in corso Italia a Carini, in attesa di effettuare il tampone presso il distretto locale. A fronte degli attuali 45 casi ufficiali, in città più che l’Allarme Coronavirus si è generato l’Allarmismo Coronavirus, che allo stato attuale è forse ben più grave del primo fattore, in considerazione che 45 casi a fronte di quasi 40.000 abitanti è un dato “quasi normale”. Però tra positivi e cittadini in autoisolamento domiciliare senza alcuna comunicazione da parte degli organi competenti, la “paralisi” nella quale stanno vivendo tante famiglie, tanti padri di famiglia, tanti lavoratori e aziende, stà rasentando l’incredibile. A tal riguardo è giusto precisare che con una nota inviata questa mattina alla dirigenza generale dell’Asp di Palermo, il Sindaco Monteleone ha chiesto il potenziamento dell’Usca (unità speciale di continuità ed assistenza) e dell’ufficio prevenzione territoriale del distretto, anche al fine di disporre l’apertura dello stesso nei giorni festivi e pre festivi. A testimonianza di tutto ciò, oggi abbiamo ricevuto una lettera di un nostro giovane concittadino, che tra rabbia e delusione ci chiede aiuto per una veloce risoluzione del suo caso, come del resto di tutti quelli che si trovano o si troveranno nella sua situazione. (foto foggiatoday)
“Ciao Giuseppe, sono (…..), ti contatto per segnalare la grave disorganizzazione in cui si sta venendo a trovare il distretto Asl di Carini, in merito alla rilevazione dei contagi da Covid 19. Io mi ritrovo in autoisolamento dal 10 ottobre in quanto positivo; per fortuna ho avuto qualche linea di febbre, tutto passato, però adesso sono bloccato a casa perchè non ho ancora fatto il secondo tampone di verifica. Come me risultano in attesa di esito decine e decine di famiglie: alcuni hanno esercizi commerciali chiusi, altri non possono tornare a lavoro e altri hanno figli che non possono rientrare a scuola. Io capisco l’enorme mole di lavoro che hanno gli uffici sanitari in questo momento, ma devono trovare una soluzione, qui si rasenta il sequestro di persona (stiamo parlando di una limitazione della libertà personale posta in essere da un organo amministrativo sfornito di tali poteri); comunque non voglio scendere in polemiche sterili, chiedo all’azienda sanitaria un nulla osta che ci permetta di andare ad eseguire questi benedetti tamponi anche in strutture private. Il mio intento è stato e rimane quello di tutelare la collettività… Spero che il vostro giornale possa dare il suo contributo affinchè siano sollecitati provvedimenti adeguati dalle autorità competenti. Grazie.”

