Sembra aver trovato la fine quell’assurda vicenda di cui parlammo alcuni anni fà che vedeva una pubblica amministrazione, nel nostro caso il Comune di Carini, che propose la condanna di diversi suoi dipendenti (quasi l’intero corpo dei Vigili Urbani) rei di aver svolto uno dei compiti per la quale erano demandati. Avete capito bene «REI DI AVER SVOLTO IL PROPRIO LAVORO».
La vicenda è quella che vide coinvolti il Comune di Carini e tre capi ripartizione, 22 Vigili Urbani più il loro Comandante e il canile sanitario Vaglica. Riassumendo in breve, il 6 marzo del 2007 il Comune nella persona del capo rip.V servizi a rete Giuseppe Marcianò, stipulò con la ditta Vaglica Francesca una convenzione biennale avente ad oggetto il servizio di cattura, custodia, mantenimento, sterilizzazione e cure mediche di cani randagi nel territorio di Carini. Per due anni tutto procedette regolarmente, qualche ritardo nei pagamenti ma nulla di rilevante. Nel 2009 allo scadere del biennio, la ditta Vaglica continuò ad effettuare il servizio confidando nel tacito rinnovo previsto dal contratto stipulato, ignorando che l’art.44 della legge 724 del 1994 prevede che una pubblica amministrazione non può sottoscrivere contratti tacitamente rinnovabili ma che allo scadere dei termini deve rinegoziare gli accordi. Ignorante in materia la ditta, ma evidentemente non attenti nemmeno gli uffici comunali che avrebbero dovuto vigilare. Passano I mesi e I Vigili Urbani rispondendo alle segnalazioni dei cittadini, continuano ad affiancare gli operatori del canile nei vari interventi; aumentano intanto anche le fatture, ma il Comune probabilmente prima per assenza di liquidità e poi per la presa d’atto dell’illegittimità del tacito rinnovo non paga più alcuna fattura dopo il marzo 2009. Arriviamo così al 2011 e soprattutto arriviamo al mancato pagamento della cifra considerevole di quasi 220 mila euro (più interessi). La ditta Vaglica capendo che il Comune non vuole pagare in considerazione della nullità del tacito rinnovo, a questo punto cita in giudizio non la stessa Pubblica Amministrazione ma quei dipendenti del Comune che a suo dire hanno operato per conto dello stesso violando le regole di contabilità dell’ente ed operando secondo l’art.191 del dlgs 267/00 quella sorta di «frattura» tra funzionari e l’amministrazione di appartenenza.
A questo punto della vicenda solo un intervento del Sindaco attraverso l’approvazione in Consiglio Comunale di un debito fuori bilancio poteva velocemente risolvere la vertenza, ma ciò non accadde, anzi l’intrigo burocratico assume nuovi e sorprendenti risvolti che vide entrare in scena l’avvocato del Comune di Carini, dott.ssa Marina Fonti che, nella seconda udienza del processo presso il Tribunale, in data 5 novembre 2012 depositò una memoria difensiva del Comune di Carini, che da un lato ribadiva l’innocenza dello stesso determinata dall’inammisibilità e dall’infondatezza della richiesta, e dall’altro in subordine chiedeva la condanna del comandante Dott. Marco Venuti + 22 Vigili Urbani quali responsabili dei pagamenti nei confronti della ditta Vaglica.
In questi mesi in giudizio il Comune si è accordato con la ditta Vagliaca per il pagamento dei 220 mila euro ma non per I restanti 39 mila euro di spese legali.
Lo scorso 8 gennaio la Terza sezione civile del Tribunale di Palermo, in grado di giudizio ha posto fine alla vicenda, infatti nella sentenza emessa dal Giudice Paola Pisani, il Comune di Carini è stato condannato al pagamento dell’ingente cifra, questo perchè l’operato dei Vigili Urbani è stato svolto a termine di legge, in pratica il loro era un obbligo alla quale non potevano sottrarsi, pena la denuncia.
Comune VS vigili urbani: arriva la sentenza
