Riaperte al pubblico dopo ben quindici anni le Catacombe paleocristiane di Villagrazia di Carini, questo dopo tanti anni di ricerche archeologiche condotte dalla cattedra di Archeologia Cristiana dell’Università di Palermo con il patrocinio e il sostegno della Commissione Vaticana di Archeologia Sacra, e il sostegno dell’Arcidiocesi di Monreale. Tremila e cinquecento metri quadrati di supeficie scavata che si snodano in gallerie e cubicoli, tombe impreziosite da affreschi di ispirazione biblica e da iscrizioni e vari reperti ossei e ceramiche dell’epoca.
Per le ricerche archeologiche sono stati spesi ventitremila euro, diciotto dei quali finanziati dalla cooperativa ArcheOfficina gestita dai tre archeologi Michele Mazza, Daniela Raia e Antonio Marco Correra che ha curato i lavori di fruizione e valorizzazione del sito. I restanti cinquemila euro sono stati donati dall’Arcidiocesi di Monreale competente per il territorio della Curia di Carini.
All’apertura ufficiale era presente Mons. Giovanni Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Le catacombe diventano finalmente accessibili ai visitatori per restituire una delle testimonianze più importanti del Cristanesimo nella Sicilia romana e bizantina.
Per le ricerche archeologiche sono stati spesi ventitremila euro, diciotto dei quali finanziati dalla cooperativa ArcheOfficina gestita dai tre archeologi Michele Mazza, Daniela Raia e Antonio Marco Correra che ha curato i lavori di fruizione e valorizzazione del sito. I restanti cinquemila euro sono stati donati dall’Arcidiocesi di Monreale competente per il territorio della Curia di Carini.
All’apertura ufficiale era presente Mons. Giovanni Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Le catacombe diventano finalmente accessibili ai visitatori per restituire una delle testimonianze più importanti del Cristanesimo nella Sicilia romana e bizantina.
