In questi due mesi di lockdown a casa che ha visto tutti noi coinvolti, in redazione ci sono pervenute centinaia di segnalazioni riferite, ahime, soprattutto alle condizioni di indigenza nella quale sono sprofondate tante famiglie carinesi. Richieste d’aiuto alimentare, dubbi, perplessità, lamentele, soprattutto veri e propri sfoghi di gente che vincendo l’imbarazzo ha chiesto aiuto senza troppi giri di parole. In tutti i casi abbiamo risposto con un messaggio di conforto, di vicinanza umana e per quanto possibile abbiamo cercato di fare il nostro.. anche indirizzando verso le strutture deputate. Oggi abbiamo ricevuto una nuova richiesta d’aiuto, di una donna, di una mamma, che chiede semplicemente di essere aiutata. Pubblichiamo integralmente la lettera, sperando che chi di competenza possa intervenire celermente.
“Buongiorno e buona domenica sono Angela, una donna di 45 anni che sta vivendo come tantissime persone questo triste momento. Volevo scrivere al signor Sindaco in quanto io ho fatto la richiesta per il buono spesa il 6 aprile e ancora ad oggi non ho ricevuto nulla. Ho compilato il foglio onestamente dicendo che i miei 2 figli sono nello stato di famiglia del padre ma vivono con me, in quanto sono separata. Ho detto che la casa è dimora proprietà è vero ma è pur vero che ho da tempo messo in vendita questa casa. Ho seguito le dirette in cui il Sindaco diceva che i buoni spesa vengono dati a chi non percepisce reddito di cittadinanza, bene io non lo percepisco. Ha detto anche che viene dato a chi non ha denaro in banca, beh.. io ho 2,36 euro sul mio conto. Ho chiamato e scritto agli assistenti sociali e mi hanno detto che sarei stata contattata, ma niente di tutto ciò. Comprendo la complessità di lavorare tutte le pratiche, ma ad oggi se non fosse stato per i miei genitori, che con la loro pensione mi fanno la spesa non avrei potuto mangiare. È una vergogna perché gente che sta bene economicamente ha percepito l’aiuto e persone che non sanno come andare a comprare il pane no. Sapere di credere di conoscere le persone in base ad un foglio compilato senza sapere quante lacrime ci sono ogni giorno dietro quelle righe… per una persona che come me era abituata a uscire di casa per andare a lavorare, anche in nero con lo sfruttamento che ne consegue ma riuscendo a portare a casa anche quel poco per vivere…. E quando ripenso a tutto questo mi sovviene in mente la poesia “10 Agosto”…. e mi sento proprio come quella rondine che stava tornando al nido…. L’ uccisero… Potrei scrivere all’ infinito ma mi fermo qui. Spero di ricevere una risposta presto da chi di competenza, perchè siamo stremati… Anche se possediamo una casa, le case non sono di marzapane come nelle favole… Buona Domenica”.

